NO ALLA TESSERA DEL TIFOSO!

Ecco cosa è la tessera del tifoso, secondo l'osservatorio delle manifestazioni sportive.

La "tessera del tifoso" è uno strumento di “fidelizzazione” adottato dalla società di calcio che prevede verifiche della Questura attraverso una procedura standard diramata a livello nazionale con apposita direttiva ministeriale. Il progetto lanciato dall'Osservatorio si pone l’obiettivo di creare la categoria dei “tifosi ufficiali”.

La tessera, rilasciata dalla società sportiva previo “nulla osta” della Questura competente che comunica l’eventuale presenza di motivi ostativi (Daspo in corso e condanne per reati da stadio negli ultimi 5 anni), fidelizza il rapporto tra tifoso e società stessa.

A cosa da diritto

- al possessore non si applicano le eventuali restrizioni alla vendita dei biglietti;
- vengono snellite sia le procedure di acquisto dei biglietti che quelle di accesso allo stadio, attraverso la creazione di varchi dedicati;
- è favorita la concessione di facilitazioni, privilegi e/o benefici da parte delle società (accumulo di punti, diritto di prelazione per l’acquisto di biglietti, convenzioni con altre società private come Ferrovie dello Stato, Autogrill, sponsor, ecc.).

I vantaggi per la sicurezza

- permette di “costituire” la categoria degli spettatori “ufficiali”;
- garantisce l’aumento degli standard di sicurezza del pubblico, perché esclude dagli impianti i soggetti sottoposti a Daspo o a condanne per reati da stadio;
- consente alle società sportive di avviare rapporti “virtuosi” con le tifoserie ufficiali, soprattutto per le trasferte;
- nel tempo determinerà la costituzione, nell’ambito delle Società Sportive, dei c.d. “dipartimenti dei tifosi” che in altri grandi club europei hanno trovato applicazione con apprezzabili risultati.

Ecco in parole povere cosa è:

Per assistere ad una partita di calcio un qualsiasi cittadino dovrà essere previamente schedato e ricevere il nulla osta della Questura.
Chiunque abbia ricevuto un DASPO (divieto di accesso negli impianti sportivi) negli ultimi 5 anni non può usufruire della tessera del tifoso, anche se il Daspo è stato già scontato o, se in corso, il cittadino è ancora in attesa di giudizio da cui potrebbe risultare innocente.
Una cosa impensabile in uno Stato liberale di Diritto, ancor più grave considerato che l’autorizzazione sarà negata anche a chi sia stato giudicato innocente nelle aule di tribunale.
Dopo Diffide e Denuncie gratuite, in attesa di processi lunghi, dopo le trasferte vietate dall'osservatorio, dopo la repressione che sta uccidendo l'unica parte sana del Calcio che è quella dei tifosi, questa è la conferma che il mondo del Calcio e quello Ultras in particolare sono diventati un laboratorio nel quale sperimentare nuove leggi e forme di controllo sociale.
Ricordiamo che il calcio è, per fatturato, la quarta industria Italiana e per salvaguardare l'egemonia dei padroni del pallone, vengono istituite ogni volta leggi speciali.

La Costituzione Italiana afferma che:

dall'articolo 13 al 28

Le libertà individuali: gli articoli dal 13 al 16 affermano che la libertà è un valore sacro e quindi inviolabile (art. 13), che il domicilio è inviolabile (art. 14), che la corrispondenza è libera e segreta (art. 15), che ogni cittadino può soggiornare e circolare liberamente nel Paese (art. 16).
Le libertà collettive: gli articoli dal 17 al 21 affermano che i cittadini italiani hanno il diritto di riunirsi in luoghi pubblici (con obbligo di preavviso all'autorità di pubblica sicurezza), privati e aperti al pubblico (liberamente) occasionale (art. 17) e di associarsi liberamente hanno uno scopo comune non devono andare contro il principio democratico e del codice penale (art. 18), che ogni persona ha il diritto di professare liberamente il proprio credo (art. 19), che ogni individuo è libero di professare il proprio pensiero, con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di comunicazione (art. 21).
Il diritto penale: gli articoli dal 22 al 28 affermano il principio della forza legittima (art. 23), il diritto attivo e passivo alla difesa in tribunale (art. 24), il principio di legalità della pena (art. 25), limitazioni all'estradizione dei cittadini (art. 26), il principio di personalità nella responsabilità penale (art. 27, com. 1), il principio della presunzione di non colpevolezza (art. 27, com. 2) ed il principio di umanità e rieducatività della pena (art. 27, com. 3).

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